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Diario di campagna Marzo '08 |
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12-Apr-2008
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Venerdi 11 aprile 2008
Buongiorno Bresso!
Siamo ormai alle ultime battute di una campagna elettorale che ha colto un Paese quasi attonito e sconcertato.
La recessione mondiale alle porte sembra non interessare la classe politica del Paese disattenta ad un problema di questa portata.
Si punta alla comunicazione ad effetto e a fare apparire, come centrali per il futuro del Paese, episodi marginali: le simpatie di Totti, a chi la da la Santanché etc.
Le ultime esternazioni mirano a rimettere in discussione, persino valori consolidati che sono alla base della Costituzione. Gianfranco Fini, vuole cancellare il 25 aprile e fissare la nuova data per la Liberazione del Paese al 13 e 14 aprile; s’impanca come esaminatore della maturità del popolo americano ritenendolo non ancora pronto ad essere governato dall’afroamericano Barak Obama. Berlusconi e Dell’Utri chiedono a gran voce la revisione della retorica della Resistenza e additano come eroe un ergastolano pluricondannato per reati di mafia.
Dalle valli lombarde, Bossi minaccia il ricorso ai fucili, se non vengono cambiate le schede elettorali e il leader della Lega Sud, Lombardo, non gli è da meno e gli fa eco: “anche i picciotti prenderanno i fucili”.
Intanto con il suo amico Scapagnini, Sindaco di Catania, dedica una via della città etnea a Concetto Gallo e Antonio Canepa, due Colonnelli dell’Evis (Esercito Volontario per l’Indipendenza della Sicilia) che volevano l’annessione agli Stati Uniti dell’antica Trinarchia.
Gallo, operava nella la zona di Niscemi, dove il 28 gennaio 1946, una banda di picciotti insorti, massacrò l’intera stazione dei Carabinieri di Feudo Nobile, denudandoli e ammazzandoli uno per uno.
Chissà se Bossi e le sue camicie verdi sanno che alcuni di quei carabinieri erano originari delle Valli lombarde. Ma tutto si tiene. Con l’esaltazione dell’eroismo dello stalliere Mangano per meriti omertosi, manca poco che il Sindaco di Marzabotto debba intestare una via al maggiore Reder, Letizia Moratti una piazza a Saweke il torturatore dell’Hotel Regina e il Sindaco di Bresso debba cancellare l’intitolazione delle vie intitolate al XXV aprile a Centurelli, Villa, Panzeri, Brioschi, Borghi, Grassi e ripristinare piazza dell’Impero, via Ettore Muti, via Italo Balbo e al posto della piazza Martiri della Libertà issare il cartello del Popolo delle Libertà e come già accennato al posto della via VVX aprile mettere la targa 13 e 14 aprile.
No, questo non lo consentiremo mai.
I nostri eroi sono quelli che si sono immolati, anche per consentire ai moderni revisionisti di dire le sciocchezze che dicono.
I Martiri della Resistenza, i Padri costituenti e la Costituzione restano piloni portanti della nostra democrazia. In quanto agli eroi, basta passeggiare per i parchi cittadini e seguirne i suoi percorsi ideali per scoprire le figure morali alle quali l’Amministrazione Comunale in questi dieci anni ha dedicato un ricordo per non perdere il filo della memoria.
Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Andrea Calipari, Rosario Livatino, Papa Giovanni Paolo II, il Parco della Pace, quello dedicato alle Vittime dell’8 ottobre 2003 a Linate, e poi a livello locale figure significative della nostra storia cittadina: Paolo Foglia, Tina e Rino Lesma, Luigi Strada e da ultimo Andrea Riva e Don Giuseppe Re Dionigi e poi ancora Attilia Rivolta, Ferruccio Recalcati, Vittoria Alfieri e l’ultimo monumento dedicato ai caduti sul lavoro al quale voglio collegare, idealmente, la figura di Gilberto Baffioni, nostro concittadino morto a 38 anni a Gradara, travolto dalla sua pala meccanica.
Sono figure di vittime innocenti come Piero Carpita e Luigi Recalcati, uccisi barbaramente dal fuoco di bande rivali in via Roma nel 1990, il sacrificio di Marco Meraldi, un adolescente, morto in un incidente, mentre era impegnato, a Gaiba nel Veneto, con il suo oratorio per una staffetta della pace, a meritare di essere ricordate.
Care concittadine e cari concittadini,
personalmente non ho la possibilità di parlare direttamente a tutti voi tramite teleconferenza, né ho la possibilità di collegarmi con i leaders nazionali di alcun partito, ma ho avuto una straordinaria opportunità, grazie ai miei libri di poter entrare in tantissime case dei bressesi: sono vostro discreto ospite sugli scaffali della biblioteca di famiglia, su qualche tavolino in salotto magari sulla mensola della cucina o sul comodino accanto al letto. In quei libri mi sono raccontato ed ho descritto con sincerità la mia vita, tutta la mia vita. Avete tutto ciò che vi serve per esprimere un giudizio nei miei confronti. Proprio per questo mi rivolgo a voi con molta franchezza mentre vi accingete ad andare a votare domenica e lunedì: non perdete il filo della memoria e non fidatevi del “paese del mulino bianco” che vi vogliono ammannire.
Non credete alla sciocchezza dei 46 milioni di debiti, che in ogni caso è una bugia. 46 milioni sono i mutui complessivamente ancora accesi una parte dei quali con quote per interessi e capitale già maturate ed estinte e che riguardano anche investimenti fatti da Amministrazioni precedenti. Oggi, di quei mutui complessivi, rimangono ancora in essere poco più di 30 milioni di quote in conto capitale e 7 milioni in conto interessi. Questo per la verità. Sia le quote in conto capitale, che le quote in conto interessi, comprendono mutui accesi anche dalla giunta di cui faceva parte il candidato sindaco del Centro Destra, come ad esempio il mutuo acceso per realizzare il Centro Sportivo di via Grazia Deledda. Perché l’unico merito che può rivendicare quella giunta voglia essere accollato alla giunta Manni, resta un mistero.
La Giunta Manni, invece ha lavorato sodo, ha fatto investimenti sociali che tutti i cittadini posso verificare: ha cablato tutta la città, una nuova Biblioteca, un nuovo Museo con annesso centro di aggregazione culturale (cosa c’entra il Leoncavallo è un mistero) un Centro Polivalente di Formazione di Eccellenza di 4500 mq in via Lurani, con la ristrutturazione del cortile interno, un terzo asilo nido, un Centro Sociale Anziani più ampio ed accogliente ed una rinnovata Piazza Immacolata (la piazza che alcuni degli amici del centro destra volevano fosse intitolata, un tempo, all’Impero, per aver spezzato le reni all’Etiopia), ha riqualificato la via Don Sturzo e la Piazza De Gasperi.
Non basta, la giunta Manni ha realizzato quattro parchi e 25 ettari di verde in aggiunta a quelli esistenti, fruibili dai cittadini di Bresso.
Non abbiamo sprecato soldi per restituire ai bressesi 70 m. di sotterranei sotto la villa Perini, ma abbiamo restituito ai bressesi un pezzo della propria storia, quasi unico in Lombardia, abbiamo realizzato un nuovo sagrato, una bella piazza davanti alla stessa villa Perini, abbiamo; abbattuto i muri e restituito alla città gli spazi di cui aveva bisogno. “No alla Metrotranvia, No alle ghiacciaie, No agli investimenti”, ed aggiungono meno tasse e più servizi. Con che cosa li pagano resta anche questo un mistero. In realtà quello a cui puntano è il ritorno alla città del degrado di 10 anni fa e alle brutture in cui l’aveva lasciato una Giunta che è passata alla storia di Bresso come quella del Dottor Stranamore. Se lo ricordino a proposito dei valori della famiglia, tutte le persone per bene che domenica e lunedì decideranno chi dovrà governare nei prossimi 5 anni.
Spetta ora ai bressesi giudicare il nostro lavoro con il loro voto. Spero lo facciano con animo sgombro da pregiudizi nei confronti delle origini di tutti noi. Pur essendo un immigrato voglio molto bene a questa città. Spero lo facciano senza discriminazioni di credo religioso; per quanto mi riguarda, sono un cattolico non praticante, ma rispetto il credo di tutti. Spero lo facciano senza discriminazioni politiche valutando anche la capacità di amministrare, la dedizione e la coesione delle maggioranze, spero lo facciano ricordando che con la sostanziale abolizione dell’ICI per la prima casa e l’applicazione dell’addizionale IRPEF in maniera progressiva rispetto al reddito esentando le fasce più deboli è stata mantenuta sostanzialmente invariata la pressione fiscale a livello locale ed è stata garantita la qualità dei servizi erogati con particolare attenzione alle fasce più deboli, ai disabili, alle famiglie. Spero lo facciano, infine, apprezzando l’azione dell’amministrazione Manni a favore dell’efficienza degli uffici comunali, dell’ambiente, dell’innovazione e della ricerca.
Grazie Bresso e grazie Manni per avermi dato la possibilità negli ultimi 10 anni di servire la mia città e lavorare per il suo benessere e il suo sviluppo. Ho svolto il mio compito con passione e con dedizione e spero con capacità, mi sento con la coscienza a posto.
Vi ho raccontato in sintesi la colonna portante del mio intervento di chiusura, tenuto in sala Consiliare, attorno alle 22 dopo gli interventi dei rappresentanti a livello territoriale dei partiti della coalizione che mi sostiene e dei rappresentanti delle liste locali.
La sala era piena e l’entusiasmo palpabile.
Standing ovation per Giuseppe Manni a cui il pubblico ha riservato una accoglienza straordinaria e ha tributato un caloroso ringraziamento. Nel corso del mio intervento conclusivo, una gradita sorpresa, l’arrivo dalla vicina Sesto del Sindaco Giorgio Oldrini e di Enrico Letta, che sono stati accolti da calorosi applausi. Enrico, pur visibilmente provato dal lungo tour della campagna elettorale, ha chiuso con un significativo sigillo di qualità la nostra campagna elettorale con precise e puntuali considerazioni sulla necessità di continuare a lottare per assicurare al Paese un governo aperto alle riforme e veramente vicino alle esigenze della gente.
Leggero buffet finale con brindisi augurale.
Rincaso accompagnato da mia moglie e da mio figlio che, a sorpresa, erano presenti in sala.
Buon riposo Bresso e soprattutto buone elezioni.

foto: Antonio Contessa, Enrico Letta e Fortunato Zinni



foto: Fortunato Zinni ricorda che i suoi libri sulla storia di Bresso sono nelle case di moltissimi bressesi
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